Storia

“Questo è il luogo che scelsi per i miei Predicatori”

Queste furono le parole che, secondo la tradizione, il doge Jacopo Tiepolo udì in sogno contemplando una schiera di angeli che, intorno all’oratorio di san Daniele e all’acquitrino circostante, spargevano soavi profumi con turiboli.

Era l’anno 1234 quando con un atto ufficiale il doge Tiepolo donò il luogo dove oggi sorge la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo (detta San Zanipolo), due santi fratelli martirizzati a Roma del IV secolo, e l’attiguo convento, ora ospedale civile, all’Ordine dei Frati Predicatori, già presenti nella città lagunare da oltre un decennio.

La chiesa duecentesca, della quale sembra rimanga solo la parte inferiore della facciata, fu presto finita, ma l’importanza del tempio, subito scelto a sepoltura da molti dogi e lo sviluppo sempre crescente dell’azione dei frati Domenicani, imposero un ampliamento. All’inizio del XIV secolo fu intrapresa la costruzione delle solenni arcate; l’opera diretta dai Domenicani fra Benvenuto da Bologna e fra Nicolò da Imola (costruttori delle chiese di S. Agostino a Padova, oggi distrutta, e di S. Nicolò a Treviso) venne portata a termine nel 1368, come testimonia un’iscrizione posta nella prima arcata di sinistra presso l’organo.

All’inizio del secolo furono nominati Procuratori della fabbrica di S. Zanipolo alcuni patrizi veneziani per assicurare l’ultimazione ed un continuo abbellimento del tempio a tutt’oggi la più grande chiesa della città. Infine, a quasi due secoli dalla fondazione, il 14 novembre 1430, la chiesa fu consacrata dal domenicano Antonio Correr, Vescovo di Ceneda, nobile veneziano e nipote di papa Gregorio XII.