Domenicani a Venezia

Nell’estate del 1221, dopo il capitolo generale di Bologna, Domenico, accompagnato da fra Paolo si diresse a Venezia, dove sapeva trovarsi il cardinale Ugolino (il futuro pontefice Gregorio IX), legato del papa per organizzarvi una crociata.

Qualche studioso ha ipotizzato che il cardinale legato, amico e protettore di S. Domenico, abbia desiderato discutere col santo spagnolo non solo circa il progetto della crociata, ma anche di una presenza stabile di Frati Predicatori a Venezia; ma le fonti antiche non ci dicono nulla in proposito.

Occorre tuttavia notare che Domenico rimase a Venezia anche dopo la partenza del cardinale Ugolino, il 7 luglio; come pure va notata l’assenza di Paolo Veneto da Bologna quando il fondatore vi morì il 6 agosto.

Non abbiamo notizie su una permanenza dei primi Domenicani a Venezia, dopo il viaggio di S. Domenico. Sappiamo però che già cinque anni dopo c’era già una comunità, forse fondata dallo stesso Paolo da Venezia.

La prima sistemazione dei frati Domenicani fu la chiesa di San Martino, nei pressi dell’arsenale. Nel giugno del 1234, i Domenicani ottengono una destinazione definitiva, nel luogo che ancora oggi è da essi occupato. A nome della Repubblica e di tutto il popolo, il doge Jacopo Tiepolo concede a fra Alberico, priore dei frati, un terreno vicino a S. Maria Formosa e a S. Marina; ed il doge giustifica la concessione affermando che la residenza dei Domenicani in città, per il governo e per il popolo tutto, è sommamente necessaria.

Si tratta di un territorio ancora instabile, soggetto al riflusso della marea; ciò può motivare la lunghezza dei tempi di edificazione della chiesa e del convento. C’è una bolla di papa Innocenzo IV, riportata da Flaminio Corner, che nel luglio 1246 concede indulgenze a chi, con elemosine, contribuisca alla costruzione della chiesa: tale documento può far ritenere che in quell’anno l’erezione del nuovo tempio sia ormai vicina al compimento.

II fatto poi che lo stesso Jacopo Tiepolo abbia scelto proprio i Ss. Giovanni e Paolo come luogo per la propria sepoltura, dimostra una predilezione per i Domenicani e per la loro nuova chiesa; un’opinione che sarà poi condivisa in seguito da molti altri dogi ed esponenti di rilievo della vita pubblica. Il sepolcro del doge Tiepolo si vede tuttora addossato alla facciata della basilica, a sinistra del portale d’ingresso, guardandolo dal campo, si può ritenere che alla fine del Duecento il complesso conventuale sia ormai compiuto. E a tutt’oggi l’unica presenza dei frati domenicani nella citta lagunare.

Quello dei Santi Giovanni e Paolo non sarà l’unico convento dei figli di San Domenico nella città di Venezia, troviamo infatti già nel XIV sec il convento di San Domenico in Castello distrutto da Napoleone nel 1807, quello di San Pietro Martire a Murano sempre nel trecento, nel 1669 viene fondato il convento di Santa Maria del Rosario alle Zattere, impropriamente detto dei Gesuati che in precedenza risiedevano presso quel luogo, mentre l’attuale chiesa della Madonna del Rosario fu iniziata solo cinquant’anni dopo l’arrivo dei Domenicani.

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